Il gioco è un fattore la cui presenza si può costantemente riscontrare sia nella storia della civiltà sia in quella più privata di ciascuno di noi. Lungo tutto l’arco della vita di ogni individuo è sempre presente un momento ludico,  che contiene sempre due aspetti egualmente importanti: quello ricreativo e quello formativo.

Il valore formativo del gioco nasce da alcune sue caratteristiche fondamentali: esso infatti è sempre il modello di un parte di realtà riprodotta ed allo stesso tempo esaminata e reinterpretata ed è quindi indagine ed approccio con il reale ma anche impulso creativo e stimolo per la fantasia.

Il gioco è anche funzionale all’apprendimento delle convenzioni sociali e delle modalità relazionali, giocare significa accettare delle regole (le “regole del gioco” appunto) ed esprire tramite esse la propria capacità di raggiungere un risultato. Chi “gioca fuori dagli schemi” può essere apprezzato come giocatore innovativo purchè non “infranga le regole”, la prima espressione ha valenza positiva mentre la seconda no (i bambini considerano il massimo insulto l’essere definiti “bari”, essendo il “barare” il reato di chi, non rispettando le regole, si pone al di fuori di un consesso che nel gioco trova la dimensione primaria).

Il gioco è ancora più importante in un momento, questo, dove sempre più viene avvertito l’isolamento del singolo ed il tessuto sociale sembra voler lasciare il passo a nuove “reti virtuali”, infatti non si gioca da soli ed il gioco è spesso la scintilla che porta a creare dei gruppi di amici, con benefici per i singoli e per la collettività (questa è la maggiore differenza tra il gioco ed il videogioco: la collettività del giocare che nel gioco non è mai virtuale).

Il momento ludico insomma contribuisce sia nel bambino che nell’adulto alla formazione di importanti funzioni intellettuali ed emotive, stimola e sviluppa capacità di analisi, di sintesi, d’intuizione, di pianificazione e di reazione di fronte ad avvenimenti imprevisti, alimenta la fantasia e allena alla concentrazione. E’ stato detto che il cervello è come un muscolo, in quest’ottica il gioco aiuta a sviluppare il cervello da bambini ed aiuta a mantenerlo allenato da adulti.

Ma soprattutto giocare è divertente.